MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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La buona musica ed il pubblico che non c'è

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Agli inizi di questo mese il pianista americano Fred Hersch aveva in programma tre concerti al Sunnyside, uno dei migliori club parigini dedicati alla musica jazz. Ebbene, per mancanza di prenotazioni sufficienti, la terza serata è stata annullata. Considerando che la sala ha una capienza di 200 posti e che, indiscutibilmente, Parigi è la capitale europea del jazz, è lecito porsi alcune domande, sopratutto tenendo in considerazione la notevole caratura del musicista.

E' quanto fa l'autore de Blog de Choc, sicuramente il miglior blog francese dedicato alla nostra musica. Potete leggere l'articolo qui:

http://www.blogdechoc.fr/2017/05/la-bonne-musique-fait-elle-encore-recette.html

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Il jazz va al museo

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Hiromi, Foto D'Agostino

La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, scrigno di una delle collezioni d’arte antica più importanti d’Italia, torna ad aprire le proprie sale alla musica, attraverso la collaborazione con Umbria Jazz e Trasimeno Music Festival.

Si parte il 30 giugno 2017 con Immaginare la musica, un viaggio nel mondo della musica in 85 immagini, a colori e in bianco e nero, scattate da Luca d’Agostino e Luciano Rossetti, tra i maggiori interpreti della fotografia di musica e spettacolo in Italia.

La mostra, in programma fino al 27 agosto, organizzata in collaborazione con il Trasimeno Music Festival e Umbria Jazz, ruota attorno all’esecuzione musicale dal vivo e agli istanti che la precedono o la seguono immediatamente, dalle prove al montaggio del palco, dall’incontro con il pubblico ai momenti di raccoglimento, di divertimento, di studio.

Come scrive il curatore della mostra, Claudio Chianura, “Raramente l’occhio fotografico di Rossetti e d’Agostino – pur nelle implicite differenze individuali – vuole semplicemente riprendere il musicista in concerto. Anzi, è chiara l’intenzione di muoversi oltre, di assumere una prospettiva imprevista e quanto più ricca possibile. Al punto che ogni immagine, in definitiva, mette davvero in condizione chi guarda di immaginare la musica. E il gioco, la sfida, è tanto più stimolante se le musiche rappresentate sono molte e diversissime, com’è il caso delle fotografie qui selezionate che spaziano dal jazz alla classica, dal reggae alla canzone d’autore, dal rock alla sperimentazione colta”.

Tra i protagonisti degli scatti troviamo infatti un campionario assai diversificato che tocca estremi come Arvo Pärt e Lucio Dalla, passando attraverso Uto Ughi e Bruno Canino, Michel Petrucciani, Vinicio Capossela, Sting, Yuja Wang, Patti Smith, Stefano Bollani con Antonello Salis, Markus Stockhausen, Paolo Conte.

Il jazz va al museo, progetto elaborato per il museo da Umbria Jazz, proporrà inoltre una serie di nove concerti - in programma tutti i giorni a mezzogiorno, da sabato 8 a domenica 16 luglio - nella sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, uno degli spazi più prestigiosi ed evocativi della città.

Grazie all’accordo stipulato tra la Galleria e i due festival, tutti gli appassionati di musica che si presenteranno alla Galleria Nazionale dell’Umbria con il biglietto di qualsiasi concerto del Trasimeno Music Festival (dal 24 giugno al 10 luglio) e di Umbria Jazz 2017 (dal 1° al 23 luglio) potranno visitare le collezioni del museo e la mostra pagando il solo ingresso ridotto (€ 4,00).

 
 
Eric McPherson, Foto Rossetti
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Jazz funeral

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Nonostante l’ultima edizione abbia chiuso con un bilancio molto positivo, la trentaseiesima si era distinta soprattutto per un pubblico particolarmente numeroso, quest’anno il Clusone Jazz Festival non ci sarà. E purtroppo potrebbero essere arrivati definitivamente anche i titoli di coda per una manifestazione di qualità che ha portato il nome di Clusone nel mondo contribuendo ad alimentare l’immagine baradella

Già da tempo le difficoltà erano nell’aria ma purtroppo hanno avuto il sopravvento. Costi crescenti, mancato ricambio generazionale, burocrazia, problematiche logistiche e insufficiente sostegno pubblico e privato (si sono assottigliati i contributi e non poche attività “amiche” negli ultimi anni hanno chiuso) hanno portato i soci a sciogliere l’associazione mettendola in liquidazione. Lo scorso aprile la decisione ha preso l’ufficialità davanti a un notaio.

Il primo Festival è stato organizzato nel 1980, l’associazione si è costituita nel 1982, negli anni in cui a Clusone era sindaco Sergio Balduzzi. Un gruppo di amici, amanti di questo genere, musicale ha dato il via a una manifestazione che ha portato sul palco di Clusone ben 2567 musicisti. Nel 1988 tre di questi costituirono nella storica Bimhuis di Amsterdam il “Clusone Trio”, formazione che ha suonato per 10 anni in tutto il mondo. Il sassofonista e clarinettista Michael Moore, il violoncellista Ernst Reijseger e il batterista e percussionista Han Bennink hanno preso strade diverse dopo la serata di chiusura della diciottesima edizione del Festival nel 1998. Il trio si è ricostituito per una sola speciale occasione nella venticinquesima edizione del Clusone Jazz Festival nel 2005. Clusone Jazz è stato anche tra i soci fondatori dell’Europe Jazz Network. Agli albori la sede era in piazza Orologio, dove si sono tenuti diversi concerti, poi sono stati presi in affitto dal Comune gli spazi in piazza Sant’Anna, diventata cornice di numerosi spettacoli. Altri vanti del Clusone Jazz Festival sono i numerosi cd registrati e gli articoli pubblicati, pure all’estero. Anche Rai Radio 3 ha dedicato spazio ai concerti baradelli.

La trentaseiesima edizione si era chiusa con un ringraziamento al pubblico che già aveva il sapore di un commiato. Tuttavia si sperava in un colpo di reni che potesse dare continuità al Festival, eventualità che purtroppo non si è presentata. Ora l’associazione si è sciolta. Le edizioni, tutte di alta qualità, hanno lasciato un’eredità di registrazioni, documenti e un nome che la manifestazione si è creata nei decenni nel settore. Per venire a suonare a Clusone sembra che tra gli artisti, anche blasonati, ci sia ancora voglia.

 
Clusone Jazz mi ha accompagnato per tutti questi anni, pochissime le edizioni che ho perso e sempre per motivi indipendenti dalla mia volontà, e la sua chiusura non può che riempirmi di amarezza. Todo cambia, come cantava Mercedes Sosa, e bisogna accettare il logoramento e la fine di una esperienza che nei momenti fulgidi è stata una delle migliori e non solo in Italia (lo diceva anche Hamid Drake nella penultima edizione in un accalorato intervento a favore della continuazione del festival)
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Ernesto, uno di noi

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Ho parlato 'stamattina con Maria: Ernesto ha avuto un arresto cardiaco lunedì mattina. E' stato operato e al momento è in coma farmacologico

Con queste poche e terribili parole un caro amico comune mi avvertiva, giusto una settimana fa, di quello che sembrava un gorgo devastante per Ernesto e la sua bella famiglia, nella quale, seppur in piccola parte, ci mettiamo anche noi, amici e “colleghi” di Tracce di Jazz.

Fortunatamente con il tempo il quadro clinico è migliorato, e, al momento, è lecito avere uno sguardo ottimista, seppur spalmato su tempi lunghi.

Ernesto Scurati è un appassionato di jazz, conosciuto da moltissimi musicisti ed addetti ai lavori non solo per competenza e serietà ma soprattutto per la passione, l’empatia e la comunicatività con la quale sa tessere e gestire i rapporti umani.

Per noi è un amico con il quale dividere non solo la comune passione ma anche i concerti, gli articoli, le vicissitudini di un format jazzistico del tutto improvvisato (come musica comanda), le speranze e gli affanni, le gioie ed i dolori comuni a tutti gli esseri umani.

Per questo, nell’inviare ad Ernesto il nostro caloroso e sodale in bocca al lupo, vogliamo fare partecipi tutti i nostri lettori, musicisti ed amici, del momento difficile che Ernesto, Maria ed il loro figliolo stanno vivendo.

Forza Ernesto !                                                          

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Il jazz torna a Bellano

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Signori e signore, a Bellano è nuovamente tempo di Jazz!

dopo ben 6 anni di silenzio torna l'appuntamento che unisce sonorità uniche del Novecento all'atmosfera tutta Bellanese!

Un festival completamente rinnovato, con ben 7 appuntamenti! 

7 concerti in giro per il paese, tutti ad ingresso libero, dal palasole all'Orrido, dall'ex chiesa San Nicolao alla terrazza del Circolo Vela, per una tre giorni tutti a ritmo di Jazz!

Questo il programma dettagliato dell'11° edizione del "Bellano Jazz Festival!"

Venerdì 23 Giugno | ore 21 | Palasole
Cristiano Calcagnile (Batteria) e Pasquale Mirra (vibrafono, gong, percussioni) Sonorizzano il film di Murnau “Nosferatu”
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Sabato 24 Giugno | ore 11 | Ex chiesa San Nicolao
Lello Colombo (Sax) e Fausto Tagliabue (tromba - percussioni)

ore 16 | Orrido di Bellano (palasole in caso di maltempo)
Filippo Monico (percussioni) Animazioni con i bambini

ore 21 | Palasole
Ottetto di Arrigo Cappelletti
Arrigo Cappelletti, pianoforte - Giulio Visibelli, sax alto e soprano - Sergio Orlandi, tromba - Angelo Calloni, sax tenore - Luisa Longo e Paola Furlano, voci - Alvise Seggi, contrabbasso - Raul Catalano, batteria
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Domenica 25 Giugno | ore 11 | Terrazza Circolo Vela 
Da Parigi a Buenos Aires - Annamaria Musajo (voce) Pierluigi Ferrari (chitarra) Danilo Boggini (fisarmonica)

ore 18 | Orrido di Bellano (palasole in caso di maltempo)
Lello Colombo (Sax tenore) e Fausto Tagliabue (tromba - percussioni)

ore 21 | Palasole
Francesco D’Auria Quartet
Francesco D’Auria, batteria e percussioni - Carlo Gravina, sax tenore - Maurizio Aliffi, chitarra - Valerio Della Fonte, contrabbasso
 

 

 
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Un festival per sceriffi di Nottingham

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Da qualche anno a St. Moritz c'è un festival jazz  (5-30 luglio) che si distingue nettamente da tutti gli altri. Non per il programma, generalmente composto da buoni nomi americani  di gusto mainstream affastellati senza un criterio ragionevole, frutto esclusivo di agenzie, ovviamente tenendosi ben lontano da qualsiasi tentazione verso sperimentazione o ricerca.  Naturalmente non mancano venature rockettare di scarso significato e altrettanto scarso nome, ne può mancare una occhiata al cantautorame italiano ne una spruzzata di world music. Il festival, fin qui uguale a decine di altri sparsi per il mondo, si diversifica piuttosto per la location particolare e per il pubblico al quale evidentemente, si rivolge.

Quasi tutto avviene in un club, il Dracula's Ghost Riders Club, un localino da 150 posti venduti ahimè a carissimo prezzo: per i nomi di un certo peso specifico si va dai 175 ai 275 franchi svizzeri. Un modo per togliersi di torno appassionati dal reddito non adeguato che potrebbero infastidire i facoltosi frequentatori della celebre località dell'Engadina: emiri, faccendieri, magnati, cummenda e varia fauna animale di dubbia trasparenza ma di molta apparenza.

Sono questi i nuovi jazzfans ? Ho qualche dubbio, ma è notorio che gli svizzeri quando ci sono di mezzo i danè difficilmente sbagliano..

Intanto, mentre sottolineo i 275 franchi richiesti per Herbie Hancock o, a scelta, per l'immancabile Paolo Fresu (unico commento possibile: ahahahahahah ! ), c'è da dire che quest'anno, bontà loro, gli organizzatori hanno disposto anche alcuni concerti free, e tra questi spicca certamente Jamie Cullum in un delizioso alpeggio oltre i 2 mila metri.

Considerando i costi, il programma e le locations direi che questo festival si caratterizza sopratutto per l'enorme spreco di risorse a beneficio di pochi. Insomma, la solita logica da sceriffo di Nottingham.

https://www.festivaldajazz.ch/de/programm

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Il jazz su Radiotre

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Due concerti dell'edizione 2016 del Bologna Jazz Festival saranno trasmessi prossimamente su RAI Radio3 durante il programma Suite Jazz.

Si tratta del primo concerto teatrale dello scorso BJF, tenuto dai The Cookers presso l'Unipol Auditorium, e di uno dei due eventi andati in scena sul palco del Teatro Auditorium Manzoni: l'esibizione, in esclusiva europea, di Paolo Fresu, Uri Caine & Quartetto Alborada.

Due serate per rivivere le emozioni di due tra i più apprezzati concerti del BJF2016, comodamente seduti sul divano di casa.
 
Martedì 13 giugno 2017, ore 20:30
Radio3 Suite Jazz
The Cookers

Registrato il 5 novembre 2016 all'Unipol Auditorium di Bologna
Billy Harper, sax tenore; Craig Handy, sax contralto;
David Weiss, tromba; Antonio Faraò, pianoforte;
Cecil McBee, contrabbasso; Billy Hart, batteria
 
 
Lunedì 19 giugno 2017, ore 20:30
Radio3 Suite Jazz
Paolo Fresu, Uri Caine & Quartetto Alborada

Registrato l'11 novembre 2016 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna
Paolo Fresu, tromba, elettronica;
Uri Caine, pianoforte, piano elettrico; Anton Berovski, violino; Sonia Peana, violino; Nico Ciricugno, viola;
Piero Alvatori, violoncello
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Com'è triste Venezia

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Presentazione di Venezia Jazz 2017
„Dai grandi eventi di Villa Pisani alla magia di Venezia Jazz Festival, passando per la rete di concerti della Città Metropolitana, oggi riuniti in Venice Met Fest. Veneto Jazz firma ancora una volta uno dei più importanti festival dell’estate italiana, con un ricco calendario di eventi, che si aprono al teatro, al pop e naturalmente a tutte le declinazioni della musica jazz.“

Fonte: http://www.veneziatoday.it/eventi/presentazione-venezia-jazz-villa-pisani.html

Tutte le declinazioni della musica jazz ? Una sola (basta leggere il programma), e, con il rispetto dovuto a Bollani, nemmeno la più interessante. Nel mio post del 30 maggio dedicato all'incredibile programma di questo Venezia Jazz Festival avanzavo l'ipotesi che in città si facesse uso smodato di "ombre". Mi debbo smentire, anzi, presumibilmente chi organizza è assolutamente astemio, ma in compenso mangia pane e volpe. 

Solo cosi' infatti si spiegherebbe l'arcano: inserire la dicitura "jazz" da la possibilità di accedere ai fondi della Regione, eventualità sicuramente più difficile da realizzare con una titolazione più generica anche se più veritiera e con un cartellone decisamente popular . Poi, a prescindere dalla validità intrinseca delle diverse proposte, si possono inserire cantanti, nani e ballerine ottenendo due risultati: sovvenzioni dalla regione e maggior richiamo di pubblico.

Il tutto ovviamente con la benedizione di una stampa ignorante e svogliata che ben si guarda dal sindacare o dallo smentire. Tutti contenti dunque, amministratori, organizzatori e pubblico gaudente. Bravi, bene, bis ! Evviva il gez italiano !