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Miles Davis: The Collected Artwork

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Libri

Pochi sono i musicisti di ogni epoca che corrispondono alla parola "superstar", nel senso coniato da Andy Warhol. Warhol ha definito "superstar" una persona di stile, influenza e brio, una figura di infinito carisma e su cui cade un'attenzione che raramente si sposta. Si puo' tranquillamente affermare che il trombettista Miles Davis si inserisce tranquillamente in quella rara specie di superstar. Era un uomo di stile e di gusto impeccabile, proprio come nessuno ha mai suonato come lui, nessuno ha vestito o ha saputo rinnovarsi costantemente come fece lui.

Innumerevoli libri ed articoli sono stati scritti sui suoi successi e sulla sua illustre carriera musicale, ma comprensibilmente, non c'è stata mai una grande enfasi sui suoi altri amori e interessi come la boxe, e più tardi nella sua vita, la pittura.
Ci sono una serie di musicisti la cui espressione artistica non è confinata alla sola musica, bensi alle arti visive pure. Vari musicisti si sono espressi attraverso mezzi diversi da quelli della musica, che si tratti di pittura, fotografia, scultura. La cantante Joni Mitchell ha sempre pensato a se stessa come pittrice in primis, e solo successivamente come musicista, mentre Captain Beefheart (Don Van Vliet), che era uno dei migliori espressionisti astratti del mondo, si ritirò dalla musica per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
E molti musicisti della scena britannica, prima che la loro carriera musicale decollasse, andavano a scuola d'arte, come Clapton, Page, Beck, Lennon, e Ray Davies.
Miles si è interessato al disegno ed alla pittura negli ultimi dieci anni della sua vita, una forma d'arte che prima era emersa solo durante le interviste, quando aveva l'abitudine di scarabocchiare con un pennarello. All'inizio degli anni '80, dopo che aveva subito un lieve ictus, utilizzò il disegno come una sorta di terapia. Come ha ricordato nella sua autobiografia "E 'come una terapia per me, mantiene la mia mente occupata quando non suono".
Poco dopo, dipinse la copertina del suo album Star People (Columbia, 1983) e fu la prima volta che le sue opere videro la luce. In quegli anni, il video di "Tutu Medley", diretto da Spike Lee, mostrava Miles nel suo appartamento mentre allo stesso tempo suonava e dipingeva. In quel decennio, l'interesse per la pittura progredì e Miles prese lezioni dalla pittrice Jo Gelbard che inizio' Miles alle tecniche di base della pittura, prima di diventare la sua compagna. Più tardi iniziarono anche ad esporre insieme e uno dei loro dipinti adornò le copertine per Amandla (Warner Bros, 1989).
Durante la sua vita, e molte volte dopo la sua morte, i suoi dipinti sono stati esposti in tutto il mondo. Con una prefazione scritta dal compositore / produttore Quincy Jones, comprendente alcune riflessioni dei familiari di Miles (le figlie Erin e Cheryl Davis e il membro della band e nipote, il batterista Vince Wilburn Jr.) "Miles Davis: The Collected Artwork" celebra l'arte visiva di questo rinomato musicista, portando alla luce questo lato artistico meno conosciuto.
Il volume presenta anche un saggio dello scrittore Scott Gutterman che, poco prima della scomparsa di Miles nel 1991, discusse con lui la sua arte e le idee, e le sue brevi ma suggestive risposte, distribuite tra disegni e dipinti, rivelano uno spirito tagliente e pensieri sulla sua arte, sul gusto e sull'approccio al lavoro.
Questa pubblicazione retrospettiva, superbamente prodotta, è divisa in due capitoli - "Disegni" e "Quadri", e dall'inizio alla fine, insieme ai pensieri  di Miles, ci consegnano uno sguardo unico nelle opere d'arte e nella mente del musicista più peculiare della storia del jazz.
La sezione "Disegni" è piena di delicate sagome di donne, ballerini in movimento, ritratti e corpi vorticosi. I suoi distintivi disegni sono immediatamente riconoscibili ed i dettagli all'interno di ogni dipinto catturano l'occhio del lettore per un esame più attento. D'altra parte, la sezione "quadri" è invece più complessa in quanto mostra varie opere che sono molto più varie de astratte, e spesso contrastanti di umore e stile. Le sue pennellate lussureggianti, l'uso audace e spesso surreale del colore, il tono e la consistenza sono al centro del suo lavoro, e lui prese questi elementi e li fuse in diversi e interessanti dipinti. 
(Fonte All About Jazz - trad. Roberto Dell'Ava)


 

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