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Antonio Bacciocchi - Gil Scott-Heron. Il Bob Dylan Nero

Scritto da Redazione on . Postato in Libri

Questa è la storia di Gil Scott-Heron. Poeta, scrittore, musicista, è stato il cantore dell’America del Vietnam, dei diritti negati ai neri e delle loro lotte, ma anche dei meandri più oscuri e maledetti dell’animo umano, quello minato da disperazione, povertà, alcolismo, droga, emarginazione. Lo ha sempre fatto con estrema lucidità, un linguaggio crudo e, tuttavia, ironico e pungente, accompagnato da una miscela musicale originale e personalissima, che ha attinto sapientemente dalle radici della black music...


Gil Scott-Heron. Il Bob Dylan NeroQuesta è la storia di Gil Scott-Heron. Poeta, scrittore, musicista, è stato il cantore dell’America del Vietnam, dei diritti negati ai neri e delle loro lotte, ma anche dei meandri più oscuri e maledetti dell’animo umano, quello minato da disperazione, povertà, alcolismo, droga, emarginazione. Lo ha sempre fatto con estrema lucidità, un linguaggio crudo e, tuttavia, ironico e pungente, accompagnato da una miscela musicale originale e personalissima che ha attinto sapientemente dalle radici della black music, rinnovandola e modernizzandola, rimettendosi costantemente in gioco, contro ogni ostacolo, anche quelli più alti.
Nato a Chicago nel ’49, da una famiglia divisa, rimbalzato tra il Tennessee tra nonne, gospel, un pianoforte a muro, approdato a New York, nel Bronx, diplomato e studente universitario in letteratura inglese alla prestigiosa Lincoln University in Pennsylvania, Gil diventa presto una delle voci nere più autorevoli e importanti di sempre. Considerato da molti il Bob Dylan nero, rispetto al buon Zimmerman di Duluth non ha avuto la stesso eco che avrebbe dovuto avere. Perché lui era scomodo, lui era un problema, perché lui sottolineava, sottolineava, indicava ed evidenziava sino a mortificare ciò che non andava, ciò che discriminava, ciò che non era equo, e per questo non è mai stato coccolato dal mainstream, dai benpensanti in giacchetta.
Completano il libro un’intervista ad Alberto Castelli un intervento di Carlo Babando, varie testimonianze, la lista delle apparizioni di Gil in Italia e una discografia ragionata.

Scrittore, musicista, blogger, Antonio Bacciocchi ha militato come batterista in una ventina di gruppi (tra cui Not Moving, Link Quartet, Lilith, Il Senato), incidendo una cinquantina di dischi e suonando in tutta Italia, Europa e USA e aprendo per Clash, Iggy and the Stooges, Johnny Thunders, Manu Chao etc. Ha scritto una decina di libri tra cui Uscito vivo dagli anni 80, Mod Generations, Paul Weller, L’uomo cangiante, Rock n Goal, Rock n Sport, Gil Scott-Heron The Bluesologist e Ray Charles- Il genio senza tempo nella collana Soul Books. Collabora con il mensile “Classic Rock”, “Il Manifesto” e con il quotidiano di Piacenza “Libertà”; è tra i giurati del Premio Tenco. Da quattordici anni aggiorna quotidianamente il suo blog www.tonyface.blogspot.it dove parla di musica, cinema, culture varie, sport e con cui ha vinto il Premio Mei Musicletter del 2016 come miglior blog italiano.

(comunicato stampa)

 

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