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Michele Villari - L' hip hop come conseguenza del jazz

Scritto da Redazione on . Postato in Libri

Migliaia di uomini africani deportati in America diventano un nuovo popolo, il popolo afro-americano: un popolo nato schiavo. Questo libro ricostruisce la storia del cammino verso la libertà di quel popolo che nell’arco di un secolo riesce a ritrovare una sua identità grazie all’esperienza artistica. Fondamentale nel cammino verso la libertà è la musica: dal jazz fino all’hip hop. Le radici della nuova cultura hip hop, nata alla fine degli anni Settanta e sviluppatasi nei decenni successivi, ancora oggi in continua espansione...


L' hip hop come conseguenza del jazzMigliaia di uomini africani deportati in America diventano un nuovo popolo, il popolo afro-americano: un popolo nato schiavo.
Questo libro ricostruisce la storia del cammino verso la libertà di quel popolo che nell’arco di un secolo riesce a ritrovare una sua identità grazie all’esperienza artistica. Fondamentale nel cammino verso la libertà è la musica: dal jazz fino all’hip hop.
Le radici della nuova cultura hip hop, nata alla fine degli anni Settanta e sviluppatasi nei decenni successivi, ancora oggi in continua espansione, si possono individuare già nell’origine della musica afro americana: il jazz dei primi del ‘900.
In entrambi gli stili, la forte matrice ritmica musicale caratterizza il testo dei brani cantati, la scelta della strumentazione, inizialmente basilare, e la danza, facendoci capire come ci sia un filo diretto tra l’originale musica nera, il blues e il jazz, e l’attuale hip hop.
Il saggio affronta questi anni di storia soffermandosi anche sulla letteratura e sull’arte, individuando come, grazie all’esperienza artistica e culturale, ci si possa emancipare dalla schiavitù per trasformarsi in uomini liberi.
Gli scontri tra la polizia e i cittadini afro americani a Los Angeles nella primavera del 1992, noti come “Rodney King Uprising” e le recenti sommosse in seguito alla sentenza del settembre 2017 sul caso Lamar Smith, dimostrano che, nonostante l’elezione negli Stati Uniti del primo presidente di colore, Barack Obama, la segregazione è ancora forte.
Michele Villari, nato a Tripoli vive e lavora a Roma. Sassofonista, clarinettista, arrangiatore e compositore abita da sempre nel territorio del jazz afro-americano. Il jazz ha avuto un effetto profondo sulla coscienza del musicista facendolo entrare definitivamente, dopo gli studi della musica classica, nel terra del linguaggio jazzistico. 

(comunicato stampa)

 

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